domenica 21 dicembre 2008

Saluto alla terra natia

Né più mai toccherò le sacre sponde
Ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia,che te specchi nell’onde
Del greco mar da cui vergine nacque

Venere,e féa quell’isole feconde
Col suo primo sorriso,onde non tacque
Le tue limpide nubi e le tue fronde
L’inclito verso di colui che l’acque

Cantò fatali,ed il diverso esiglio,
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio.
O materna mia terra;a noi prescrisse
Il fato illacrimata sepoltura.

Ugo Foscolo


Si parte. Domani mattina mi aspettano 22 h di volo con un cambio di aereo a Los Angeles. Quindi potrò dire di essere stato anche negli città degli angeli (per almeno 3 ore).
Attrezzatura per il viaggio: libri n.4, giornali vari, ipod, bartezzaghi (non lui in persona, ma lui nella Settimana enigmistica), films e sonno...
Hasta luego gringos...

1 commento:

M.P. ha detto...

Addirittura Foscolo ti sei messo a scomodare? Così c'è un che di tragico...comunque buon viaggio, vecchia ciabatta, ti dedico una cosa:

http://www.youtube.com/watch?v=Jt9Fino5f30&feature=related